Cheating heartbeat

Ho rinunciato a lui. No, sul serio.
Sto riuscendo ad allontanare l’idea (romantica, struggente) che lui potrà mai essere mio. Mi convinco sempre più che non potrebbe funzionare, che lui non voglia me, ma una versione migliore di me, quella che sogna (letteralmente), sicura e di successo, quella che non sono e che non saró mai. Neanche stando con lui. Quello che è lei, quello che manca a me. Mi chiedo quanto mi ferirebbe deluderlo e mi fa già troppo male.
Mi dico che niente dura e che tutto si rovina, e che quello che abbiamo qui e adesso è il meglio, che avere di più non sarebbe solo inutile ma anche deleterio. Lo so, lo capisco, è così, ne sono convinta.

E allora ho deciso che è solo un gioco, ho deciso di prenderla come un gioco, attrazione fisica, divertimento, un passatempo. Qualcosa di bello che non mi aspettavo e che mi è caduto tra le mani, qualcosa che finirà, ma non perchè si è rovinato. Non tra risentimenti ed errori e cattiveria e ferite.

She’s thunderstorms
Lying on her front
Up against the wall

(Mentre scrivevo questo post è partita “Untouchable” e, no, sto cercando di non prenderlo come un segno che ho scritto solo cazzate)

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Come una lama

Non l’ho sentito praticamente in questi due giorni e, lo so, è il weekend e io vado da Lui ed è chiaro, ci si allontana un po’, ma non sentirlo così stavolta mi sa di “ho fatto cose con lei” (anche se lui non me lo direbbe mai), come “ho comprato un paio di jeans” in quel negozio a Milano che dice, o meglio implica, che è stato a fare shopping con lei e che invece di essere la frase innocua che sembra è una coltellata.
Sono ipocrita, lo so. Ma non riesco a togliermi dalla testa altri weekend pieni di messaggi e di “mi manchi”, non riesco a togliermi dalla mente che in quei weekend gli mancasse qualcos’altro (qualcun altro).
Mi dà soddisfazione il pensiero di trattarlo con freddezza, domani. Di restituirgli almeno un po’ di questo male, la cosa che so far meglio. Non so se lo faró. Perchè poi lo sento e alla prima parola la sua voce mi fa sciogliere.

Il tempo non da tempo a quelli come noi
Che vivono una storia nascosta come noi
E poi finisce tutto finisce in cenere
Bruciava come fuoco ma adesso è polvere
E allora perché non vai via da qui
E allora voglio mandarti via da qui
Come si può amare chi non potrai avere?

Slide (1)

Put your arms around me
What you feel is what you are
And what you are is beautiful

Sto facendo la persona matura. Non grido, non scalcio, non strepito.

Non gli dico che mi mancherà in questi giorni (perché so che sarebbe un po’ anche per farlo sentire in colpa). Gli ho detto che sono contenta che fa questo week end via, perché ne ha bisogno e perché so che gli piace da morire quella città. Non gli dico di non sentirci in questi giorni, come mi è venuto da fare pochi minuti fa, perché sarebbe ipocrita e un ricatto e infantile.

Sradico la ragione vera di ogni mio comportamento che mi verrebbe istintivo e cerco di fare la cosa giusta. Di sorridere mentre lo vedo partire con lei. Di sorridere mentre riascolto i suoi messaggi di qualche ora fa in cui immagina ad alta voce come sarebbe svegliarsi di fianco a me la mattina.

Faccio la persona matura ma inizio a pensare che questo non sia comportarsi in modo maturo ma semplicemente falso. Sono passata dal comportamento istintivo e pieno di rimorso alla maturità dettata dalla comodità e dal terrore. Perché ho solo paura di quello che vorrei davvero fare, che è urlare scalciare strepitare andare in aeroporto stasera e correre all’imbarco e pregarlo di non andare. Pregarlo, implorarlo, di non partire questa volta e di non partire mai più così. Senza di me. Chiedergli di svegliarsi di fianco a me la mattina. Ogni mattina.

I wanna wake up where you are
I won’t say anything at all