Cold

Se fossi un po’ più sincera gli direi che non mi fa bene sentirlo. Non mi fa bene sentirlo ogni due giorni al telefono per 15 minuti. Dovrei essere grata di quel tempo che mi dedica, alzandosi prestissimo la mattina per “andare a correre”. Ma non mi fa bene, non mi piace sentirlo così, distante non solo per i chilometri che ci separano. Non mi piace che su 15 minuti 5 siano passati a ripetere “Pronto? Mi senti?”.
Non mi piace che, quando mi dice “Vado” e la comunicazione si interrompe, rimango ad ascoltare il vuoto e il silenzio che lascia, desolata.
Non mi piace e vorrei avere la forza di dirgli che, no, domani alle 16.30 avró da fare e proprio non potró sentirlo. Ma mi manca così tanto.
Bevo ogni goccia di lui che lascia cadere dall’alto, anche se non mi disseta nemmeno. Non è crudele dare a uno che muore di sete nel deserto 15 gocce d’acqua ogni due giorni? Non è forse più crudele di non dargliele affatto?
Sto sempre un po’ male dopo che ci sentiamo. Mi obbliga a pensare che è lontano e con chi. Che non ci sarà ancora per un sacco, che ha scelto, deciso, organizzato e programmato di non esserci per tutto questo tempo.

I’m on the corner, waiting for a light to come on
That’s when I know that you’re alone

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