The voice inside my head

Mi abbracciava, e io gli ho detto: “Quindi vai eh? Sei sicuro” e lui mi ha stretto più forte: “Non chiedermelo due volte”.
Non l’ho fatto.
Sembra passato un secolo, e io sogno che mi dice che sta per diventare padre. Ed è felicissimo.

Ho rivisto per caso M. (ok, ma sono tutti M. nella mia vita?) ieri sera e mi ha fatto un effetto strano. I nostri sguardi si sono incontrati da lontano e mi ha sorriso, di un sorriso caldo, come a dire “Sono felice di rivederti, finalmente”. Sono passati mesi, forse un anno. Non mi manca, non mi interessa essergli amica. Ma mi sono ricordata di quando ci scrivevamo tutti i giorni, tutto il giorno. Mi ha ricordato che mi piaceva farlo, che mi faceva ridere, che c’era un motivo se lo facevo con lui e non con altri. Sensazioni strane, che non so collocare. Non voglio ricominciare, questo è certo. Ma non voglio neanche ferirlo, questo no. Non sono già abbastanza appesa a un filo?

Where are you?
And I’m so sorry
I cannot sleep, I cannot dream tonight
[…]
Will you come home and stop this pain tonight?