Cheating heartbeat

Ho rinunciato a lui. No, sul serio.
Sto riuscendo ad allontanare l’idea (romantica, struggente) che lui potrà mai essere mio. Mi convinco sempre più che non potrebbe funzionare, che lui non voglia me, ma una versione migliore di me, quella che sogna (letteralmente), sicura e di successo, quella che non sono e che non saró mai. Neanche stando con lui. Quello che è lei, quello che manca a me. Mi chiedo quanto mi ferirebbe deluderlo e mi fa già troppo male.
Mi dico che niente dura e che tutto si rovina, e che quello che abbiamo qui e adesso è il meglio, che avere di più non sarebbe solo inutile ma anche deleterio. Lo so, lo capisco, è così, ne sono convinta.

E allora ho deciso che è solo un gioco, ho deciso di prenderla come un gioco, attrazione fisica, divertimento, un passatempo. Qualcosa di bello che non mi aspettavo e che mi è caduto tra le mani, qualcosa che finirà, ma non perchè si è rovinato. Non tra risentimenti ed errori e cattiveria e ferite.

She’s thunderstorms
Lying on her front
Up against the wall

(Mentre scrivevo questo post è partita “Untouchable” e, no, sto cercando di non prenderlo come un segno che ho scritto solo cazzate)

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Just some lover

Quando baciare qualcuno puó essere come stare a letto una piovosa domenica mattina, con l’indolenza calda e morbida di chi sa di non avere niente da fare, lento e dolce con lui che ti accarezza appena la guancia con le dita, avanti e indietro, e due minuti dopo scintillare e scoppiettare come fuochi d’artificio quando sei sotto l’effetto di qualche droga che rende tutto più acuminato e colorato, più vero e reale, quando è così come fai?
Come fai a lasciarlo andare?
A fare finta di niente, a lasciare che tutto si sprechi, a continuare a perdere tempo senza di lui? A fingere che non sia niente, che sia normale?

When I’m not being honest I pretend that you were just some lover

The bad thing

Faccio cose stupide con lui. L’ultima, venerdì sera.
Ma lui è tutto quello che ho sempre voluto, bello, premuroso, ironico, intelligente, che scrive da dio, nerd ma anche quando vuole decisamente bad boy.
Prendo tutte le decisioni sbagliate con lui. Prime volte che non dimenticherò per il resto della vita. Mi ritrovo in un parcheggio seduta sul ciglio del marciapiede a fumare Marlboro light di fianco alla sua macchina. A guardare quanto è bello mentre fa una cosa idiota come fumare una Marlboro light. A pensare che è la sigaretta più buona che abbia mai fumato, nonostante abbia quel sapore amaro. Gli chiedo: “Cosa fumavi, quando fumavi?” e lui risponde “Marlboro Light. Perché?” e io faccio spallucce perché, be’, era ovvio no, e rispondo “Sono le mie preferite” e non mi stupisco neanche più troppo che ogni cosa in lui sia perfetta per me. Come mi piace. Come mi piacerebbe.

Do the bad thing
Take off your wedding ring
But it won’t make it
That much easier
It might make it worse

Do I wanna know?

Do I wanna know
If this feeling flows both ways?

Ho sempre pensato di essere strana, ma ultimamente lo penso ancora di più. Ho reazioni spropositate, piango per nulla, mi scaldo per niente, cambio idea ogni due secondi.
È bastata una frase non finita, un “se le cose stessero diversamente” a cambiare tutto nella mia testa.
Prima c’è stato il panico, il terrore. La paura immensa di quell’1% di possibilità impossibile che io e lui potremmo… essere. È bastato quello a sconvolgere un equilibrio, quello che mi teneva in bilico sull’orlo del precipizio, aggrappata alla mia sanità mentale. È bastato che ci fosse anche solo uno spiraglio per farmi cadere. Avevo bisogno di pensare che per lui non fossi altro che uno svago, un gioco, qualcosa che non cambia niente. Attrazione fisica, niente più.
Dirmi (non dirmi) anche solo che in un altro mondo una possibilità ci sarebbe ha rotto tutto.
Sono fatta male, lo so.
Prima, quindi c’è stato il terrore cieco. Sono riuscita a controllarlo, più o meno. Ma non mi aspettavo quello che sarebbe venuto dopo, e avrei dovuto.
Ora, come al solito, è il momento del rifiuto. La negazione. No, non mi piace più così tanto. Niente è più come prima, quando andavo a letto presto solo perché la mattina sarebbe arrivata più in fretta.
Mi piace ancora, tanto, ma quel senso di eccitazione e novità e bellezza incondizionata adesso è rovinato da una sorta di malessere, di nausea costante che mi fa oscillare tra il “Dio quanto mi piace” e il “no, non lo voglio sentire mai più” costantemente. Non è salutare.