Night/heaven

You shook me all night long

Sorrido, quando salgo in macchina per andarmene e parte questa canzone. Metto il volume al massimo e non penso. È ricominciato il periodo della musica alta e di non pensare.
“Ti voglio bene” mi dice. E io non sento più niente. Gli voglio bene, quello non passa. Ma niente di più. Lo sposto e lo guardo male. “Ti voglio bene?!?” dico “In un momento così tu dici che mi vuoi bene?”
Non vorrei, ma sto incominciando a fare come al solito. Farlo sentire male. Dirgli cose così. Riprendere il controllo, essere quella che ci tiene di meno. Speravo di non arrivarci, adesso magari è già troppo tardi.
Preferisco non pensare. A cosa sarà, a cosa vuole lui, a cosa provo, a cosa voglio io. Alla canzone che è partita a un certo punto nella sua macchina.

just like heaven

Non mi interessa più il paradiso. Mi basta una notte.

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Day #25: AC/DC, Back in Black

Perché io sono quella che, in discoteca insieme alle amiche, si scatena veramente solo quando, per chissà quale caso divino, tra i vari What the fuck e Give me everything tonight, capita sul piatto il vinile di Back in Black; quella che, mentre tutti gli altri si guardano intorno straniti chiedendosi “Cos’è ‘sta roba?”, si dimena e canta a squarciagola e salta e a occhi chiusi urla tutte le parole al cielo con le braccia tese verso l’alto, con tutti quelli attorno, amiche comprese, che la guardano divertiti. O scioccati.