Angels

like dreaming of angels
And leaving without them

Ma che poi a me basterebbe avere una sera sul divano di fianco a te, io con la maglia sdrucita che uso per dormire, con i miei occhali da vista e un libro in grembo e i piedi tirati su e tu che guardi intento qualche film svedese sottotitolato in tv con una mano appoggiata sulla mia gamba. Mi basterebbe che ogni tanto, durante una scena particolarmente intensa, giocassi distrattamente con una ciocca dei miei capelli. Mi basterebbe poterti guardare di sottecchi di tanto in tanto nella luce bluastra della tv e sorridere tra me e me. Mi basterebbe una volta. O forse no. Forse quella volta poi la vorrei per tutta la vita.

Rinascere

Ci sono serate in cui tutto fa male, un messaggio che dice che domani sera cenate fuori, una telefonata in cui lui fa finta di niente e dà quasi per scontato che tu ci voglia riprovare, sentire che ritorna di nuovo tutto come prima, il fatto che lui sia con lei e ti dica “Buona serata”, che è come dire “Lo sai qual è il motivo se non ti risponderò più”, che è come dire “Stanne fuori” e lo so che lui non lo intende così, ma è così, forse anche il fatto che forse, per un minuto su un’intera serata, vorrebbe stare con te.
Fa tutto male e niente va bene, non va bene neanche questa estate che non è mai arrivata, che è già a metà e che non vedo l’ora che sia finita.
Fa male prendere qualsiasi decisione, fa male pensare.
E allora penso che se sto qui per un po’, immobile, forse tutto mi scorrerà accanto e sfiorandomi appena farà un po’ meno male.

che non c’è modo di rinascere
senza peccare
ma tu hai voglia di rinascere
o è solo che non sai come finire?

Lui

Lui aveva gli occhi di cielo, ma non di giorno quando c’è il sole; aveva gli occhi di cielo di notte, scuri, brillanti, infiniti.
E la voce di pan di spagna e qualche volta zucchero filato e la risata come panna montata e le labbra un sospiro e le parole come nuvole bianche in un alito leggero di vento.
Lui era stelle e tempesta tutto insieme.
Lui un giorno io l’ho toccato, pelle calda e mani, e quel giorno l’ho capito, sentito, che non l’avrei dimenticato.

Lui non era mio e non lo sarebbe mai stato: ma qualche volta, quasi, appena, sì.

Untitled

Da piccola c’era un posto dove amavo stare, rannicchiata per terra tra il letto e il comodino, vicino allo stereo con la musica nelle orecchie e magari un libro in grembo. Le piastrelle fresche erano familiari sotto le mie dita e d’inverno mettevo un cuscino sotto il sedere per non avere freddo. Ero sicura lì, era il mio angolo, ero al riparo da tutto e tutti, lì niente mi poteva toccare.
Poi le cose sono cambiate.
Oggi vorrei un posto così. Vorrei un angolo tutto mio dove stare a non fare niente, un angolo senza pensieri, obblighi, accuse. Oggi è uno di quei giorni in cui vorrei chiudere gli occhi e sparire. Vorrei stare il più immobile possibile, ‘chè appena mi muovo faccio danni. Vorrei ritrovare cose familiari, avere qualche certezza, mentre oggi è uno di quei giorni in cui crollano tutte, una per una.

Suck it and see

you’ll never know…

Cambia tutto in così poco tempo che rileggo un post che ho scritto qualche giorno fa e se avessi una penna per correggere (virtuale) non ne rimarrebbero che righe rosse.
Ho rivalutato tutto, ho capito che la colpa dello sfacelo del mio rapporto con lui non è solo sua (lo sapevo già, ma ho capito anche che qualcosa l’ho frainteso, che qualcosa l’ho interpretato a modo mio sulla base delle mie paure), ma in parte, gran parte, anche mia. Forse è inevitabile che un rapporto si logori dopo qualche tempo; forse invece, come dice la mia amica R., ci sono anche coppie che stanno in piedi, perchè l’uno è sempre il sostegno e la guida dell’altro e viceversa. Io non ci credo. Per me vale sempre la teoria “tutti hanno segreti, c’è solo chi riesce a nasconderli meglio”.
Ma comunque. Sono ancora più confusa adesso: essere arrabbiate contro un nemico è facile; constatare che il nemico ha dei sentimenti e che forse il cattivo potresti essere tu è un cambio di prospettiva che fa girare la testa.
Gli ho detto se per stasera ci prendevamo una pausa, che ne ho bisogno, che non so in che percentuale sto bene per lui che mi fa ridere al telefono la mattina o per cos’altro. Mi mancherà, ma è necessario. Non capiró niente comunque, in una serata. Magari peró prenoto un volo, prendo e vado da sola a Lisbona o a Valencia, scappo per un po’, sperando di scappare un po’ anche da me.