Day #16: Harper Simon, Wishes and Stars

Sì, lui è figlio di Paul Simon, quello di Simon&Garkfunkel e, sì, sembra l’incarnazione di tutto ciò che è hipster (basta guardare il video).

E la canzone fa da colonna sonora a(lla fine della prima puntata di) una nuova serie della HBO (non storcete il naso, non prima di averla vista), Girls. Parla di ragazze a New York? Sì? Parla della solita ragazza intelligente ma forse poco decisa (con una laurea in lettere e un manoscritto nel cassetto) che non sa cosa fare della propria vita? Sì. Strizza l’occhio a Sex and the City. Sì, ma no. Perché lo fa solo per prenderlo in giro. E poi la ragazza in questione è piena di tatuaggi di illustrazioni di libri per bambini, perché quando era al liceo è ingrassata e voleva trovare un modo per avere controllo del proprio corpo. E altre cose così, come una migliore amica che ha il ragazzo perfetto eppure da un po’ non sente più niente. E una specie di amico/amante che quando gli chiedi se questa volta indosserà il preservativo ti risponde che stavolta potrebbe decisamente considerare di farlo.

Day #15: Mayday Parade, Miserable at Best

La parte più difficile spesso non è rimanere, ma andarsene. O smettere di accontentarsi del suo dare tutto per scontato, di allontanarsi a poco a poco, di illudersi. Perché non mi basta più. Perché voglio qualcos’altro, anche se non è lui. Magari scoprire se sono capace di fare qualcosa. Da sola.

O forse è solo che se adesso lui, l’altro lui, mi chiedesse di ballare accetterei.

I bet he gets the nerve to walk the floor
And ask my girl to dance, she’ll say yes…

‘Cause I know I’m good for something
I just haven’t found it yet
But I need it

Day #14: Howie Day, She Says

Me ne succede una dopo l’altra in questo periodo. Senza annoiarvi, niente di serio, ma comunque… una dopo l’altra. E tutto questo mi rende arrabbiata, sempre, tutto il tempo.

Solo che oggi dopo tre giorni circa di nuvole e pioggia è uscito il sole. E mi ha aiutato a vedere le cose in un’altra prospettiva. A ricordare una cosa che sapevo già, ma che avevo dimenticato.

Un sorriso attira altri sorrisi e basta iniziare a sorridere per cambiare umore. So che sembra una frase da pubblicità del mulino bianco, come se usare un paio di muscoli situati di fianco alle labbra servisse a risolvere i problemi del mondo. Non è così, ovviamente. Ma, come dire. Non fa mai male essere positivi, diffondere un po’ di calore invece che di tristezza, magari far stare meglio qualcuno che sta peggio di noi.

Sarà che sono diventata un po’ troppo cinica, sarà che non vedevo più un modo per tornare indietro, per tornare a credere in qualcosa… Forse il fondo l’ho toccato, ora non resta che risalire. E andiamo avanti per luoghi comuni, che non ho ancora ricominciato a scrivere come si deve, come voglio io, il blocco è ancora lì, ma prima o poi si scioglierà.

La canzone è perché mi ha suggerito che sono sempre troppo arrabbiata con tutto e che forse esagero o che semplicemente è da lì che bisogna iniziare per stare un po’ meglio.

You’re So Funny
When You’re Mad
You’re Always So Mad

Intermezzo

Lo so, ma ve l’avevo detto che non avrei resistito a postare una canzone ogni giorno. Non è solo quello, sono successe un po’ di cose, come accade spesso nella vita reale. 🙂

Mi sono laureata, ho fatto un breve viaggio tipo weekend, ho avuto i soliti problemi di fiducia nei confronti del mondo, degli amici (ma ormai a questo sono abituata) e di quella persona che, come dice una canzone, “diceva di amarmi e proteggermi”. E che però invece di abbandonarmi ora fa finta di nulla, che forse è anche peggio. Insomma, il solito.

Di canzoni ne ho comunque ascoltate, scoperte, riscoperte. Da domani torno. Non prometto perché non mi fido più nemmeno di me stessa, sicché… se vi basta la mia buona fede bene, altrimenti mi spiace, di più per ora non posso fare…! 🙂