Day #13: Lindsey Pavao, Say Aah

Mi è capitato di recente di vedere una puntata di un reality musicale statunitense (The Voice) e di ascoltare questa cover… Mi piaceva, devo dire, finché non ho ascoltato la versione originale… e tutto è cambiato. Perché è questo che intendevo quando parlavo di cover riuscite: questa Lindsey Pavao ha preso una canzone (che sinceramente non riscontra il mio gusto, ma forse è solo questione di genere? Chissà) e l’ha completamente trasformata in qualcosa di diverso, originale, sofisticato. Non si può quasi dire che sia la stessa canzone ed è proprio questo il bello, la cosa stupefacente che la rende speciale. Cosa ne dite?

Day #12: Bright Eyes, First Day of My Life

Questa è una canzone che ho appena scoperto, nonostante sia di qualche anno fa. Mi è subito piaciuta, mi ha subito emozionato come poche.

Se vi piace, guardatevi Elvis and Anabelle. Se riuscite ad andare oltre al fatto che vi reciti Blake Lively, è un film sereno e caldo, come questa canzone.

I think I was blind before I met you

I’m glad I didn’t die before I met you

Day #11: Gotye, Somebody That I Used to Know

Questa canzone si sente dappertutto quasi più di Ai se eu te pego, che comunque per ora sembra averci dato tregua. Almeno è bella.

È strano, ma ultimamente molte delle canzoni che sento hanno lo stesso tema di fondo, o almeno una parte che lo richiama. Si può davvero essere assuefatti a un certo tipo di dolore, a una qualche tristezza? Sì, ed è un sentimento che è allo stesso tempo pesante e familiare, che annebbia la mente e il cuore, ma di cui è difficile fare a meno. Quando mi è successo, alla fine, perché succede sempre, quando l’ho finalmente lasciato andare per davvero, ho smesso di scrivere per un po’. Tuttora non riesco a scrivere della mia vita attuale, tuttora mi manca un po’ quella sensazione.

You can get addicted to a certain kind of sadness

And now you’re just somebody that I used to know

Day #9: Fall Out Boy, Sugar we’re going down

Eddai, non storcete già il naso. Sì, i Fall Out Boy. Chi? Be’, se non lo sapete meglio così.

L’ho detto a mo’ di disclaimer che ci sono canzoni che mi piacciono anche solo per dei dettagli. Il dettaglio di questa è che spiega perfettamente la psicologia di ogni essere umano maschio che calpesti il suolo del nostro pianeta. In una sola frase.

I’ve been dying to tell you
anything you want to hear

Day #8: Sara Bareilles, Breathe Again

Quella sensazione familiare di qualcosa che manca come l’aria, senza sapere cosa sia, perché, dicono tutti, ho tutto quello che potrei desiderare. Ho tutto e forse in fondo a volte mi trovo a rimpiangere i momenti in cui non avevo niente.

Perché forse questo avere tutto non è nient’altro che un illusione e io vorrei solo poter respirare ancora, almeno una volta.

Holds my love in his hands,
Still I’m searching for something
Out of breath
I am left hoping someday
I’ll breathe again

Day #7: The Cure, Pictures of You

Una delle più belle canzoni di sempre.

È da troppo tempo che non ci sei più, e a volte mi sembra che tu non ci sia mai stato. Che a volte penso che quel sentimento, quel volere qualcosa a ogni costo, quell’essere in grado di rinunciare a tutto per qualcuno, per l’idea di qualcuno, non lo proverò mai più. E mi manca, mi manca da perdere il respiro.

Mi manca quando mi mancavi.

I’ve been living so long with my pictures of you
That I almost believe that the pictures are
All I can feel