Day #1: Florence and the Machine, Shake It Out

Una ragazza in groppa ad un cavallo bruno corre veloce su un sentiero. I capelli rosso fuoco volano nel vento, si disperdono in ciocche e si riuniscono veloci, disordinati. Nel bosco attorno nessun rumore; solo quello degli zoccoli sul terreno secco e del respiro della ragazza, rapido e affannato. Lei non fa altro che girarsi indietro come se qualcuno la stesse inseguendo e tirare le redini per andare ancora più veloce. Intorno, solo il silenzio.

Nella sua mente, una voce sconosciuta ripete sussurrando: “Non c’è luogo dove tu possa rifugiarti per fuggire da te stessa”.

Cercare di camminare avanti con la testa girata all’indietro è stupido, si rischia di andare a sbattere contro un muro, o forse anche contro altre persone, che comunque non vedremo, perché staremo ancora guardando indietro.

È stupido, eppure chi non l’ha mai fatto?

Shake It Out ci dà la risposta. Sembra quasi una cavalcata, con la musica che incalza ad ogni nota e la voce di Florence Welch che la rincorre, forte e decisa. Perché ha scelto di seppellire proprio un cavallo, stanotte: quello dei suoi rimorsi e del suo passato che non riesce a smettere di trascinarsi dietro e che le impedisce di vedere cosa ci sia davanti a lei.

It’s always darkest before the dawn.

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